Contratti di convivenza con badanti e collaboratori domestici

I contratti di convivenza con le badanti

I contratti di convivenza con le badanti e i lavori domestici hanno lo scopo di sancire l’orario di lavoro: per i lavoratori conviventi, esso consta in dieci ore al giorno non consecutive, fino a un totale complessivo di 54 ore alla settimana. In particolare, i lavoratori conviventi che fanno parte dei livelli B, B super e C, così come gli studenti che frequentano un corso di studio che comporta un titolo assegnato da enti pubblici o dallo Stato, possono anche essere assunti con un orario fino a trenta ore alla settimana, sempre in regime di convivenza. In questo caso, però, i contratti di convivenza con badanti dovranno prevedere un orario di lavoro interamente collocato o tra le sei e le quattordici o tra le quattordici e le ventidue, oppure in dieci ore al giorno non consecutive (al massimo) in tre giorni alla settimana.

Le ore di riposo

Occorre ricordare che i contratti di convivenza con badanti, colf e lavoratori domestici devono obbligatoriamente contemplare un riposo di almeno undici ore di seguito al giorno; nel caso in cui l’orario giornaliero non corrisponda interamente alla fascia oraria tra le sei e le quattordici o tra le quattordici alle ventidue, inoltre, il lavoratore ha diritto a un riposo intermedio di almeno due ore al giorno, non retribuito, che di norma può essere concesso nelle ore del pomeriggio (ma non vi sono obblighi in questo senso).

Fruzione dei pasti e recupero di ore non lavorate

Il lavoratore che presta servizio per sei o più ore al giorno ha diritto alla fruizione del pasto (o, in alternativa, a un’indennità che corrisponda al suo valore convenzionale) nel caso in cui sia prevista dal contratto la sua presenza continuativa sul posto di lavoro. Va precisato che nei contratti di convivenza con le badanti il tempo necessario alla fruizione del pasto non è retribuito, poiché non comporta alcuna prestazione lavorativa, e può essere concordato tra le parti. Infine, è bene sapere che è permesso il recupero consensuale di eventuali ore non lavorate: esso non deve superare le due ore al giorno.

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