I Contratti di Convivenza con i figli

I contratti di convivenza con i figli assumono, per le coppie di fatto, un’importanza assoluta. Infatti, è solo tramite il contratto di convivenza che possono essere sanciti il diritto a versare una somma al convivente ogni mese e il diritto di abitazione. Il problema è che la famiglia, secondo l’articolo 29 della Costituzione italiana, trova il suo fondamento unicamente nel matrimonio: solo fino all’anno scorso, i figli nati fuori dal matrimonio venivano chiamati naturali, mentre quelli nati nel matrimonio erano ritenuti legittimi.

Figli naturali e figli legittimi

È dal 1° gennaio del 2013, con l’entrata in vigore della legge 219 del 2013, che il Codice Civile è stato modificato per far sì che i figli nati all’interno e al di fuori del matrimonio possano essere considerati nello stesso modo. Ecco perché i contratti di convivenza, con i figli, sono fondamentali: essi consentono di tutelare diritti che altrimenti sarebbero negati alle coppie di fatto, basandosi sull’allargamento del concetto di parentela. Dal punto di vista giuridico, la parentela rappresenta il rapporto tra persone legate tra loro da un vincolo di consanguineità poiché discendenti da uno stesso stipite. Ebbene, con l’approvazione della nuova legge, possono essere considerati parenti non solo i figli nati in circostanza di matrimonio, ma anche i figli adotti e quelli nati fuori dal matrimonio. Ciò implica che tutti i figli, oggi, possono vantare il medesimo stato giuridico. La conseguenza più importante è che non esiste più la distinzione tra parentela naturale e parentela legittima.

Le garanzie dei contratti di convivenza

Ciò non toglie che solo i contratti di convivenza, con i figli, possano garantire loro tutte le certezze di cui hanno bisogno. Questi contratti, infatti, stabiliscono in maniera trasparente, chiara e legittima tutti i diritti e i doveri di una coppia, inclusi quelli che hanno a che fare con la gestione dei figli. Non va dimenticato, tra l’altro, il fatto che è sempre possibile sottoscrivere un contratto nuovo nel caso in cui determinate condizioni alla base di quello vecchio dovessero mutare o venire a mancare.

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