Nuovo Logo Ufficiale Contratto Convivenza

Il volto di contratto convivenza cambia per sottolineare il nuovo aspetto che stanno assumendo le coppie di fatto nella società. Non si tratta di un cambio di sostanza ma solo di un’evoluzione della forma: a mutare è il logo ufficiale che mantiene le simboliche figure che si uniscono nell’amore, ma si trasforma nei colori.

Uno stimolo significativo che ha portato lo staff a scegliere per questa nuova veste è stato l’introduzione dei contratti di convivenza da parte del Consiglio Nazionale del Notariato: una grande novità, che sottolinea come parte del mondo legato alla legislazione comprende la necessità di dare una forma pubblica alla convivenza more uxorio. Con questo atto i notai hanno voluto affermare una presenza, sempre più massiccia, di famiglie di fatto che non ricevono sufficiente tutela e i cui rapporti non possono essere regolati sulla base dei negozi giuridici tra privati, non più.

Contratto Convivenza con logo a tre colori stava ad indicare la lontananza e la distinzione legislativa esistente in una convivenza more uxorio fra i partner, e l’impossibilità di essere considerati un vero unico nucleo familiare e come tale essere tutelato. Per questo oggi Contratto Convivenza propone un logo  in tutte le sfumature del blu. Simbolo della sfera spirituale ed emotiva il blu, nelle sue tonalità sta a sottolineare come si avverte che qualcosa sta cambiando, che delle trasformazioni per i conviventi more uxorio stanno arrivando. Siamo vicini all’abbandono dell’idea della coppia di fatto ridotta ad un rapporto tra individui che si amano e condividono lo stesso tetto, per passare al riconoscimento ed alla protezione garantista di ogni convivenza come una famiglia, che differisce dalla famiglia tradizionale solo per l’assenza del sigillo matrimoniale, ma che ne condivide le incombenze quotidiane, l’affetto, le problematiche.

Dove c’è un tetto e due persone che si amano è già famiglia: noi di contratto convivenza col nuovo logo abbiamo voluto specificarlo, aspettiamo con voi che anche il legislatore ne prenda atto.

Contratto di locazione e convivente more uxorio: subentro

Le trasformazioni etiche e culturali della società del terzo millennio hanno coinvolto ogni ambito del vivere comune, sino al concetto stesso di famiglia inteso come unione giuridica fra due soggetti, finalizzata alla filiazione; a questa nozione oggi si affianca quella di famiglia di fatto, che nasce dalla convivenza more uxorio i cui elementi caratterizzanti sono l’unione stabile sul piano temporale, la comunione di vita spirituale e materiale, l’assenza del vincolo matrimoniale.

Le controversie in materia di convivenza more uxorio, non ricevendo una normativa organica dalla Legislazione Italiana, sono sempre state disciplinate sulla base dell’Art. 2 della Costituzione, a tutela delle “formazioni sociali” o utilizzando gli strumenti giuridici dei rapporti fra privati.  Ad ogni modo la Corte di Cassazione spesso ha dato delle nuove chiavi di lettura per disciplinare in maniera efficace i diritti delle coppie di fatto, mostrandosi consapevole della necessità di salvaguardarle: tra queste vi è la sentenza n.3548 del 13 febbraio 2013 sul diritto dell’uso abitativo.

La sentenza sancisce il diritto al subentro del convivente in un contratto di locazione nella convivenza more uxorio, anche in assenza di figli. La Corte in base all’Art.6 della L.392/78 in materia di successione del contratto locatorio per uso abitativo, e della Sentenza della Corte Costituzionale n.404/88 che ha aggiunto fra i successori, oltre al “coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi” anche il convivente more uxorio, ha riconosciuto il diritto al subentro al convivente di una donna deceduta, a sua volta erede del contratto dal defunto padre. La Corte di Cassazione affermando come bene primario il diritto all’abitazione, e valutando legittimo il subentro del convivente more uxorio della figlia del conduttore originario, ha di fatto esteso i diritti dei conviventi nei contratti di locazione nella convivenza more uxorio, non distinguendo tra famiglia e coppia di fatto.

Se è stata affermata la legittimità del subentro del convivente in caso di morte del conduttore in un contratto di affitto nelle coppie di fatto, la L.404/88 prevede il subentro anche in caso di fine rapporto in presenza di prole. La Corte Costituzionale, al fine di garantire il diritto all’abitazione e la tutela dei figli permette a chiusura di un rapporto d’amore, la successione del contratto di locazione nella convivenza more uxorio a favore della parte più debole.

Quanto detto fino ad ora si applica a prescindere dalla stipula di un contratto di convivenza, certo è che un accordo chiaro ed esplicito (la convivenza, altrimenti, si configura come accordo tacito) rende più chiaro e semplice l’iter di subentro.

Contratti di convivenza: serve il notaio?

Dal 2 dicembre 2013 è possibile redigere contratti di convivenza: si tratta di accordi sottoscritti da una coppia di fatto per tutelare soprattutto gli aspetti patrimoniali della vita in comune e per regolamentarne la suddivisione in caso di rottura, ma anche per garantire alcuni aspetti della vita personale dei membri della coppia.

L’iniziativa, partita dal Consiglio Notarile di Milano, è tesa a rispondere alla crescente esigenza delle coppie di fatto, spesso con figli, che ancora oggi non sono tutelate dalla legge del nostro paese.

Dopo il loro annuncio sono numerosi gli interrogativi sorti relativamente a questi patti, una delle domande più frequenti è senz’altro quella relativa all’obbligo del notaio nei contratti di convivenza.

Allo stato attuale, così come questi sono stati concepiti dal Consiglio Notarile di Milano, i contratti di convivenza prevedono la sottoscrizione dinnanzi al notaio, ma l’Organismo Unitario dell’Avvocatura è già intervenuto in merito a questo aspetto attraverso il suo presidente Nicola Marino.

Per quanto riguarda i contratti di convivenza l’avvocato è da questi ritenuto una figura fondamentale in grado di consigliare i cittadini interessati grazie alla peculiarietà della sua professione. E a questo scopo il Presidente dell’OUE garantisce la disponibilità dei propri professionisti ad offrire proposte mirate e ad entrare direttamente in campo. Sempre secondo l’opinione dell’Unione dell’Avvocatura il rischio è quello di dare risposte affrettate e poco risolutive ad un problema che tocca una fascia di popolazione ogni giorno sempre più ampia (circa un milione di persone secondo i dati Istat).

Per non rischiare di creare confusione e di contestualmente di lasciare il monopolio nella gestione di questo tipo di contratti ai notai, gli avvocati richiedono che essi sia normati dalla legge italiana e prefigurano la possibilità di redigere contratti di convivenza senza notaio.

A breve pubblicheremo una tabella comparativa delle attività per cui è imprescindibile il notaio. Registrati >> per ricevere un avviso non appena pubblicato

In salute e malattia: disposizioni fine vita e testamento biologico

Le coppie di fatto rappresentano un nuovo modo di essere ‘famiglia’ e i numeri relativi a questi nuclei aumentano di anno in anno, tanto che sono circa 1 milione in Italia, secondo l’Istat, i cittadini di sesso diverso o dello stesso sesso che convivono, che condividono lo stesso tetto e le stesse preoccupazioni.

In attesa che il Legislatore (leggi More Uxorio attuali) possa garantire e chiarire i diritti e i doveri di questa nuova realtà il Consiglio del notariato ha istituito la possibilità per le coppie di fatto di stipulare, presso un notaio, dei contratti di convivenza, che definiscono le regole dell’assetto patrimoniale e anche le norme riguardanti il testamento biologico in questa forma di unione. Continua a leggere

Coppie di fatto: in Europa come funziona?

Nell’ambito dell’Unione Europea la necessità di regolamentare la convivenza delle coppie di fatto, è stata recepita in maniera differente dai legislatori dei diversi Paesi.

In linea generale si osserva come nei paesi neolatini della fascia meridionale europea si osserva la predilizione per il contratto di convivenza come il PA.C.S. francese (patto civile di solidarietà) mentre nell’europa settentrionale vi è la tendenza a dare alle unioni di fatto, specie quelle omosessuali, il riconoscimento istituzionale cercando una sorta di surrogato della celebrazione del matrimonio.

In ogni caso, quasi tutti gli stati hanno recepito la raccomandazione Europea del 2000 che chiedeva agli stati membri di: Continua a leggere

Convivenze More Uxorio: le leggi in Italia

Negli ultimi decenni si sente sempre più parlare di convivenze more uxorio, ma cosa vuol dire more uxorio? Il termine deriva da una locuzione latina che significa come sposi, la convivenza more uxorio è dunque quella che si instaura tra due persone che vivono come se formassero una famiglia. Nonostante i cambiamenti sociali intercorsi dalla promulgazione della Costituzione (che riconosce come unico modello di famiglia quella fondata sul matrimonio art.29) la legislazione italiana non ha recepito la necessità di formulare un quadro normativo organico che tuteli e regoli le convivenze more uxorio. Continua a leggere

Contratti di convivenza con badanti e collaboratori domestici

I contratti di convivenza con le badanti

I contratti di convivenza con le badanti e i lavori domestici hanno lo scopo di sancire l’orario di lavoro: per i lavoratori conviventi, esso consta in dieci ore al giorno non consecutive, fino a un totale complessivo di 54 ore alla settimana. In particolare, i lavoratori conviventi che fanno parte dei livelli B, B super e C, così come gli studenti che frequentano un corso di studio che comporta un titolo assegnato da enti pubblici o dallo Stato, possono anche essere assunti con un orario fino a trenta ore alla settimana, sempre in regime di convivenza. In questo caso, però, i contratti di convivenza con badanti dovranno prevedere un orario di lavoro interamente collocato o tra le sei e le quattordici o tra le quattordici e le ventidue, oppure in dieci ore al giorno non consecutive (al massimo) in tre giorni alla settimana. Continua a leggere

I Contratti di Convivenza con i figli

I contratti di convivenza con i figli assumono, per le coppie di fatto, un’importanza assoluta. Infatti, è solo tramite il contratto di convivenza che possono essere sanciti il diritto a versare una somma al convivente ogni mese e il diritto di abitazione. Il problema è che la famiglia, secondo l’articolo 29 della Costituzione italiana, trova il suo fondamento unicamente nel matrimonio: solo fino all’anno scorso, i figli nati fuori dal matrimonio venivano chiamati naturali, mentre quelli nati nel matrimonio erano ritenuti legittimi. Continua a leggere