In salute e malattia: disposizioni fine vita e testamento biologico

Le coppie di fatto rappresentano un nuovo modo di essere ‘famiglia’ e i numeri relativi a questi nuclei aumentano di anno in anno, tanto che sono circa 1 milione in Italia, secondo l’Istat, i cittadini di sesso diverso o dello stesso sesso che convivono, che condividono lo stesso tetto e le stesse preoccupazioni.

In attesa che il Legislatore (leggi More Uxorio attuali) possa garantire e chiarire i diritti e i doveri di questa nuova realtà il Consiglio del notariato ha istituito la possibilità per le coppie di fatto di stipulare, presso un notaio, dei contratti di convivenza, che definiscono le regole dell’assetto patrimoniale e anche le norme riguardanti il testamento biologico in questa forma di unione.

In particolare i contratti di convivenza possono disciplinare le spese familiari, l’utilizzo della casa comune, possono indicare l’attribuzione della proprietà dei beni acquistati, regolamentano anche il mantenimento e l’istruzione dei figli e consentono di definire i rapporti patrimoniali in caso di rottura della relazione. Così è possibile tutelare la parte più debole della coppia, ma resta fuori da questo sistema la materia di ‘successione‘ dei beni, che può essere solo definita in un testamento con clausole specifiche.

Una delle più importanti opportunità che i contratti di convivenza disciplinano riguarda il così detto testamento biologico, infatti secondo queste nuove regole è possibile sottoscrive le disposizioni inerenti l’obbligo di assistenza reciproca, in tutti i casi di malattia fisica o psichica, come ad esempio la sopravvenuta incapacità di intendere e di volere di una delle parti.

Si può, così, designare il convivente come amministratore di sostegno per poter prendere decisioni importanti, sulla base di quelle che vengono definite come “Disposizioni di Fine Vita” come il rifiuto dell’accanimento terapeutico, la donazione organi, inoltre può essere indicata la volontà o meno di applicare la Limitazione o Arresto delle Terapie (LAT) e il DNR (do not resuscitate order), ovvero l’ordine che stabilisce che il paziente non deve essere rianimato. Le disposizioni malattia non erano consentite nelle coppie di fatto in precedenza, tanto che i partner erano esclusi in ogni decisione riguardante il proprio convivente, i contratti di convivenza segnano un passo in avanti nel diritto in caso di infermità e di trattamento di fine vita.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>